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Da Zaloniano sfegatato...Checco, ma comportazione è questa?

Tolo Tolo....Che dire è stata TOLO TOLO (solo solo per chi ha visto il film) una "Grande delusione".  L'attesissimo film di Checco, dopo ben tre anni di attesa, si è rivelata una TOLA (Sola).

Forse avrebbe potuto intitolarsi TOLA TOLA anche in considerazione degli incassi che sta facendo. Comunque una cosa mi è piaciuta ma, ve la dico alla fine. La differenza con tutti gli altri film di Checco? Gli altri non smetteresti mai di guardarli e riguardarli mentre questo, una volta visto, non ti lascia un granchè figurati doverlo rivedere.

ATTENZIONE SPOILER

La trama in breve da wikipedia:

tolo tolo checco zalone manifestoRifiutando di percepire il reddito di cittadinanza Pierfrancesco Zalone, detto Checco, apre a Spinazzola un improbabile ristorante giapponese "Murgia&Sushi" ma dopo appena un mese dall'apertura viene travolto dai debiti e dal fisco costringendolo alla chiusura: per sfuggire ai creditori, decide di scappare in Africa dove trova lavoro come cameriere in un villaggio turistico del Kenya. Qui fa amicizia con Oumar, anche lui cameriere e appassionato del cinema neorealista italiano. Checco si innamora inoltre della giovane Idjaba.

Scoppia improvvisamente la guerra civile, per cui tenta di tornare precipitosamente in Europa, con il desiderio di rifugiarsi nel paradiso fiscale del Liechtenstein, ma non ricevendo aiuti dai familiari, che anzi sperano nella sua morte per annullare tutti i debiti e per ricevere un risarcimento in denaro, è costretto a seguire le rotte dei migranti. Checco vive così in prima persona un vero e proprio viaggio della speranza, attraversando il deserto del Sahara, giungendo in Libia, dove viene sequestrato dai trafficanti di migranti. Riesce infine a salire su un barcone diretto in Italia, venendo poi salvato da una nave di una ONG che viene prima bloccata dalla politica dei porti chiusi e poi autorizzata a sbarcare a Vibo Valentia.

01.01.2019 - Spettacolo in pieno pomeriggio (16:45) e non vi dico la fila al botteghino. Fortunatamente avevo acquistato il biglietto già il 26.12.2019 appena era uscita la locandina in programmazione.

Sinceramente, a mio avviso, la trama è mancata di linearità in fase di narrazione, tanto da far sembrare il film quasi un documentario piuttosto che l'attesissimo filmone di Checco. E lo dico da Zaloniano sfegatato.

Qualche sorriso ma nessuna risata è stato il mio sentimento, condiviso con gli altri spettatori, all'uscita dalla sala, ovviamente pienissima.

Nessun applauso come di consueto sui titoli di coda e anzi, se qualcuno ne ha provato un accenno è stato sbeffeggiato allegramente dal vicino di poltrona.

Alcune scene incomprensibili che segnalo e di cui ancora mi domando "Perchè?":

  • Idjaba si impossessa di un mitra -non si sa come- dai guerriglieri e, alla 007, in due secondi tre al massimo, libera i prigionieri permettendogli la fuga...??;
  • Nel finale Idjaba, che non aveva fatto il viaggio per il ritorno in italia insieme a Checco, compare a bordo di una barca con indosso un abito da sposa bianco????;
  • Sono rimasto altresì allibito nel finale di fronte all'applauso da parte dei figuranti, quasi alla fine del film, che festeggiano Checco per aver finito il proprio film???? WTF
  • Il film si conclude infine con Checco a bordo di una mongolfiera a cartone animato che canta uno stornello sui bimbi portati dalla cicogna in africa...ed in quel momento ho sorriso pensando alla canzone "come è bello passeggiar con Mary" appunto di Mary Poppins.

Insomma dal Checco di Cado dalle nubi, Che Bella Giornata, Sole a Catinelle e Quo Vado una comportazione del genere non me la sarei mai aspettata.

PS: dimenticavo la parte più bella del film.

Volete saperla? Ebbene si, il Trailer, in cui non c'è nessuna parte del film.